Che cosa si intende per "femminismo" e come è nato?
Il femminismo è un insieme di movimenti sociali, politici e ideologie che mirano a definire e stabilire l'uguaglianza politica, economica, personale e sociale tra i sessi. Esso sostiene che le società debbano garantire a uomini e donne pari diritti e trattamenti equi in ogni ambito. La storia del femminismo moderno è generalmente suddivisa in tre ondate principali, ognuna caratterizzata da obiettivi leggermente diversi ma comunque orientati al progresso.
Prima ondata:
La prima ondata del femminismo ebbe inizio in Inghilterra nel XIX secolo, quando le suffragette lottarono per ottenere il diritto di voto. Ma chi erano le suffragette? Si trattava di un gruppo di donne inglesi che decisero di fondare un comitato per chiedere al governo il diritto di partecipare alla vita politica del paese. Dopo anni di battaglie, nel 1918, il diritto di voto fu concesso solo alle mogli dei capofamiglia sopra i 30 anni. Solo il 2 luglio 1928 fu esteso a tutte le donne.
Seconda ondata (1960-1980):
Questa fase corrisponde a un periodo di intenso attivismo e sviluppo di filosofie femministe, iniziato negli anni '60 negli Stati Uniti e poi diffusosi in tutto il mondo occidentale e oltre. Il femminismo della seconda ondata ampliò il dibattito includendo temi come la sessualità, la famiglia, il lavoro, i diritti riproduttivi, le disuguaglianze di fatto e quelle giuridiche. In questo periodo si diede grande importanza anche alla violenza domestica e allo stupro coniugale, portando alla creazione di associazioni antistupro e centri di accoglienza per donne vittime di violenza. Inoltre, ci furono cambiamenti significativi nel diritto di custodia dei figli e nel diritto di divorzio.
Terza ondata (1990-2000):
La terza ondata del femminismo emerse con la sottocultura punk femminista "riot grrrl" a Olympia nei primi anni '90 e con la testimonianza televisiva di Anita Hill nel 1991 contro Clarence Thomas, confermato alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che la molestò sessualmente. Il termine "terza ondata" (Third-wave) è attribuito a Rebecca Walker, che rispose alla nomina di Thomas con un articolo sulla rivista *Ms.*, intitolato "Becoming the Third Wave" (1992). In questo articolo, Walker scrisse:
“Scrivo questo come un appello a tutte le donne, in particolare a quelle della mia generazione: lasciate che la conferma di Thomas vi ricordi, come ha fatto con me, che la lotta è tutt'altro che finita. Trasformate l'indignazione in potere politico. Non votate per chi non lavora per noi. Non fate sesso con loro, non dividete il pane con loro, non nutrite chi non dà priorità alla nostra libertà di controllare i nostri corpi e le nostre vite. Io non sono una femminista post-femminista. Io sono la terza ondata.”
La terza ondata ha visto l'emergere di nuove correnti e teorie femministe, come l'intersezionalità, la positività sessuale, l'ecofemminismo vegetariano, il transfemminismo e il femminismo postmoderno.
Le origini del femminismo:
I primi accenni di femminismo risalgono al periodo della Rivoluzione francese. Olympe de Gouges (1748-1793) fu una pioniera assoluta, promotrice della prima Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Affermò che, avendo le donne "il diritto di salire al patibolo" a causa delle loro opinioni, avevano anche il diritto di "salire alla tribuna". Fu presa in parola e ghigliottinata nel 1793. Le sue idee furono osteggiate al punto che, dopo la sua morte, si cercò di cancellarne la memoria.
Femminismo, maschilismo, misandria e misoginia:
Esistono molte idee sbagliate sul femminismo, come quella che le femministe odino gli uomini. È importante distinguere i vari termini. Il "femminismo" si batte per la parità; il "maschilismo", al contrario, sostiene una presunta superiorità dell'uomo sulla donna, connessa agli attributi della virilità e ai comportamenti che ne derivano. La "misandria" è l'odio verso uomini o ragazzi e spesso gli oppositori del femminismo accusano quest'ultimo di essere misandrico, citando esempi come l'opposizione alla genitorialità condivisa o alle leggi sulla parità di stupro e violenza domestica. La "misoginia", invece, è l'odio verso le donne o le ragazze. È una forma di sessismo che mantiene le donne in uno status sociale inferiore rispetto agli uomini, perpetuando i ruoli sociali del patriarcato. La misoginia si manifesta attraverso la violenza contro le donne, le molestie sessuali, la coercizione psicologica, e l'esclusione legale o sociale delle donne dalla piena cittadinanza.
Nessun commento:
Posta un commento