📂Introduzione
🎧 Kate Bush - “Army Dreamers”
(consigliato mentre leggi)
Dentro il Mostro nasce da una domanda semplice: perché ciò che viene definito “mostruoso” è così spesso femminile?
Il mostro non è solo una creatura, è un linguaggio, un modo per controllare, punire e deformare ciò che spaventa.
In questa rubrica userò libri, film e immagini per entrare dentro quel mostro, non per averne paura, ma per capire cosa nasconde. Perché a volte, ciò che ci è stato insegnato a temere è proprio ciò che dovremmo imparare a riconoscere.
Ma cos’è che mi ha portata a creare questa rubrica?
Con il tempo, l’arte sembra diventare sempre meno presente nelle nostre vite, e nel mondo in cui viviamo oggi, viene spesso anche messa in discussione, svuotata e resa inutile.
Eppure l’arte nasce per tutt’altro: per dare a chiunque la possibilità di esprimersi, ma anche per disturbare chi è troppo comodo, per farci aprire gli occhi.
Ho scelto di iniziare con un libro a me molto caro: “Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle.
Questo saggio si concentra su un’idea precisa: nei film horror, quando “il mostro” è una donna, spesso non è altro che una donna che fa “troppo”.
Madri invasive, corpi posseduti, donne “troppo” sessuali, “troppo” emotive, “troppo” vive.
Uno dei punti centrali del libro è questo: il corpo femminile è stato trasformato in una fonte di paura.
Il sangue, il parto, la sessualità: tutto ciò che riguarda il corpo delle donne viene reso inquietante, sporco, qualcosa da controllare.
Non è un caso.
È una narrazione costruita nel tempo, che serve a mantenere un ordine: quello in cui il corpo femminile deve essere disciplinato.
Pensiamo, per esempio, a Jennifer’s Body, o ai tantissimi film sulle possessioni usciti nel corso degli anni. Se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo di un dettaglio ricorrente: molto spesso la persona posseduta è una donna (ancora più spesso una ragazza).
Il mostruoso femminile non è un libro “facile”. È teorico, a tratti denso, ma estremamente lucido.
Ti costringe a rivedere immagini che hai sempre dato per scontate. I film che pensavi di conoscere diventano qualcos’altro.
Non guardi più un mostro allo stesso modo. E, soprattutto, non guardi più una donna allo stesso modo.
La cosa più inquietante è questa: il “mostruoso femminile” non è rimasto confinato nei film horror, ma è ancora presente.
Quando la rabbia delle donne viene vista come isteria, quando il corpo femminile viene giudicato, controllato, ridicolizzato, quando una donna fuori dagli schemi diventa automaticamente “troppo”.
Il mostro si è evoluto, ma non è mai scomparso.
Forse il problema non è che il femminile è stato rappresentato come mostruoso, forse il problema è che tutto ciò che non poteva essere controllato è stato trasformato in qualcosa da temere.
E allora vale la pena entrarci dentro quel mostro, guardarci dentro e capire cosa ci è stato raccontato e perché.
Consiglio vivamente a tutti la lettura di questo straordinario libro, non trattatelo come un numero in più nella vostra lista, ma immergetevici dentro e poi potremmo parlare insieme di quello che vi ha lasciato.
E tu? Hai mai notato quanto spesso il “mostro” abbia un corpo femminile? Ma soprattutto, siamo pronti a rivoluzionare il mondo del cinema horror?
Dentro il Mostro non è una storia lineare, è un archivio di immagini, paure e corpi che tornano.
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